Visita fatta

È andata, meno male, non ne potevo più.
Tutta la settimana dolorante, depresso, angosciato, non conto le volte che sono andato in bagno e le ore passate. Davvero, è stata una bruttissima settimana.

Ovviamente quelle poche persone degne di essere chiamate “amiche” sono sparite.
Anche Lei, poteva davvero fregarmi perché ero così disperato che le avrei risposto probabilmente, ma neanche si è ricordata delle visita.
Un anno al telefono per ottenere questo, una che pensa solo ai cazzi suoi.
Ennesima conferma, si va avanti lo stesso.

Ma succedono cose positive ogni tanto.
La mattina mi ha tenuto compagnia un amico, il capo della mia gilda su Warcraft.
Persona che non ho mai visto da vicino, un amico che però sì è sorbito spesso i miei deliri, le mie crisi, uno che certo premeva per un interesse nel gioco ma ha dimostrato anche affetto e l’ho apprezzato.

Non mi fido di nessuno ormai, però si è messo lì un paio d’ore a tranquillizzarmi, dicendomi che se potesse mi aiuterebbe in ogni modo e ha cercato di trovare mille soluzioni ragionando con me.
Mi fa piacere, davvero.

E poi ci sei tu. Lo so che leggi e ti ringrazio anche qui.
Non mi aspettavo la tua chiamata quella mattina, davvero.
Riesci a cambiarmi le giornate e anche se adesso sei nella fase “amici”, cosa che reputo simpatica ma infattibile, mi fa piacere sentirti e sapere di te.
Grazie, vorrei tanto stringerti forte, almeno per una volta.

Fortunatamente l’amico che mi aveva proposto di accompagnarmi non ha dato buca, si è solo presentato un’ora prima facendomi panicare e angosciare ma dai, telefonata con la mia amichetta del cuore e tutto bene.

Il sole bruciava, davvero. Bruciava dentro. Mi sentivo schiacciato dal quel cielo senza nuvole. Una bellissima giornata, non faceva neanche troppo caldo.
E io ero lì, stringevo pugni e denti, non vedevo l’ora che finisse.

Per farla breve alla fine non era la visita che mi aspettavo, la cara INPS mi ha solo accettato la 104.
Neanche ho capito a cosa mi serve, economicamente non cambia nulla, mi è stato detto che sono agevolazioni ma per quanto ho letto … nulla che attualmente posso sfruttare.

Durata pochissima sta visita, io e l’amico siamo tornati, bar e poi a casa.

Collassato sul letto ho tirato un bel sospiro.

Avevo davvero paura di star male, di dover correre in bagno e in realtà è stato il mio amico a doverci andare, due volte.

Eravamo al bar, arriva un ragazzo di colore chiedendo soldi, gli diciamo che non abbiamo niente e il mio amico prende un cioccolatino dal tavolo e glielo offre. Il ragazzo dice “no no grazie no” e il mio amico “ma è cioccolato!” e lui “come me!”.

Che ridere.

Non lasciarmi

Oggi ho quella dannata visita, è una settimana che sto discutendo con persone, litigando con gente, mi sto esaurendo, sono in piena depressione.

Doccia, rasoio, capelli, barba, ancora doccia… ore e ore lì sotto, con la musica nelle orecchie e i pensieri in sottofondo che non smettono mai di premere forte nella mia testa.

Penso alle carte da portare e a come portarle. Lo zaino? Quello che mi accompagna ogni volta che esco e ho roba da portar dietro. “Ma sì!” e lo apro per svuotarlo.

Avevo dimenticato.

Tutto quello che avevo messo dentro per andare in quel dannato albergo e vedere lei, era tutto lì.

Amarezza e delusione erano lì che mi prendevano a schiaffi.

Analizza, questo mi dico ogni volta. Analizza.
Pensa bene a cosa c’è stato, a cosa è successo. Analizza.

Hai sbagliato qualcosa? È stata una tua scelta?

Penso qualche minuto, mi viene in mente tutto. I tira e molla, la costante sensazione di non essere creduto, la solita conferma che tante belle parole ma quando c’era da passare ai fatti scappava sempre.
Arriva la rabbia. Analizza.

Analizza. Anche la rabbia. Non stare male, analizza cazzo.

Ti amo. Ma non lo lascio.

Ti amo, ma non riesco a decidermi.

Ti amo ma preferisco farmi del male.

Da quando ti sento sto peggio.

E analizzo. Sì, ricordo tutto. Tutto quello che ho detto, tutte quelle cattiverie vomitate fuori perché mi ha deluso, mi ha ferito, mi ha illuso.

“Perché mi hai detto quelle cose?”

Vedi un po’ tu.

E tutto sfuma nel nulla. Mi guardo in giro. Ero solo, sono solo. Alla fine cosa è cambiato? Butto l’occhio sul cell, davvero è tutta lì la mia vita? Mi pare che loro, quelle che dicevano tante belle cose di me, escono, vivono, ridono, piangono e fanno tutto tranquillamente senza di me.

Sono solo io il coglione che aspetta, ormai non so più neanche che cazzo aspetto.

Svuoto lo zaino e in una tasca interna sento qualcosa di rigido, non ricordavo neanche di avere una tasca lì, la apro e trovo una lettera.

Apro la lettera

“Ti amo, non lasciarmi più”

La mia ex, REALE, una che con me è stata otto anni.

Cazzo se fa male.

Vorrei eliminare dalla mia vita ste dannate emozioni, le vivo a mille e non voglio più.
E analizzo, cerco di ricordare…

Era destinato a finire, non si poteva fare altro.

Ma sono passato da lasciare una persona davvero importante per me a farmi andar bene … il niente da più persone.

Mi sono umiliato e annullato per avere cosa?

Belle parole, solo quelle. Tante belle parole.

Una mi ha distrutto il cuore, un’altra mi sta rendendo davvero insensibile.

Quanta rabbia, verso me stesso ovviamente.

Come cazzo sono finito così.

Eros

Il titolo sembra qualcosa di particolare e invece… Eros, il cantante.

È da un po’ che quando soffro pene d’amore ascolto sempre lui, neanche facendolo a posta poi.

Mi spiace che all’epoca c’ero, quando lui cantava “un terra promessa” ero piccolo ma lo ricordo e non lo amavo particolarmente.

Sono cresciuto con le mie sorelle che mettevano a palla pop/rock dagli Europe a Michael Jackson passano poi per i Metallica, AC/DC e finendo poi con la musica da discoteca che ho sempre apprezzato.

Ma artisti italiani proprio zero, erano “pesanti”, roba che ascoltava mia madre.

Ricordo ancora quelle lunghe ore in macchina con alla radio Venditti, Tozzi e mango passando per Baglioni e Morandi. Beh peccato.

Caro Eros, ultimamente sei la colonna sonora della mia vita.

Ma restando in tema, visto che ho scoperto di avere un’amica scema, convintissima questa volta della sua scelta, come non dedicarle una di queste vecchie canzoni?

Questa sera non chiamarmi
No stasera devo uscire con lui
Lo sai non è possibile
Io lo vorrei ma poi
Mi viene voglia di piangere
Certi amori non finiscono
Fanno dei giri immensi
E poi ritornano
Amori indivisibili
Indissolubili inseparabili
Ma amici mai
Per chi si cerca come noi
Non è possibile
Odiarsi mai
Per chi si ama come noi

Basta sorridere
No no non piangere
Ma come faccio io a non piangere
Tu per me sei sempre l’unica
Straordinaria normalissima
Vicina e irraggiungibile
Inafferrabile incomprensibile
Ma amici mai
Per chi si cerca come noi
Non è possibile
Odiarsi mai
Per chi si ama come noi
Sarebbe inutile
Mai mai il tempo passerà
Mai mai il tempo vincerà
Il nostro non conoscersi
Per poi riprendersi
è una tortura da vivere
Ma stasera non lasciarmi
No stasera non uscire con lui
Il nostro amore è unico
Insuperabile indivisibile
Ma amici mai

Settimana nera

Ed è cominciata, la peggior settimana di questo dannato anno.

Chiamate, favori, piaceri, diritti, doveri…

Devo andare a visita medica una volta ogni due o tre anni, non sono tipo da chiedere mai niente e tendenzialmente faccio sempre i fatti miei. Quando non riesco, mi arrangio, perdo occasioni, cose, perdo tutto.
Ma ci sta, se non ho la salute e ho problemi me la posso prendere solo con me stesso.
Conosco la conseguenza delle mie malattie, so bene che devo vivere di rinunce.

Se non sono in grado amen, non me la prendo con nessuno.

Quello che mi irrita è l’ipocrisia di chi dice “ci penso io!” e “ti do una mano”.

Perché è una costante, chi dice così, quando arriva il momento…

Scompare.

Le persone si definiscono “buone” e “di cuore” ma difficilmente poi sanno il vero significato di queste parole.

Venerdì ho sta dannata visita.

L’operatore socio sanitario mi colpevolizza di non aver fatto come diceva lui, cose che poi fisicamente non potevo fare tra l’altro.
Grave errore visto che poi io reagisco alle stronzate dette, in malo modo.
Gli rispondo per le rime.
Infatti dopo aver accusato il colpo mi ha richiamato mortificato dicendo che non può darmi una mano per questioni di orari e cose sue.

E non poteva dire da subito che non poteva? Ma perché le persone invece di chiedere scusa attaccano? Cosa pensano di ottenere?

Amen, fanculo l’OSS e fanculo tutto.

Ho chiesto ad un amico se aveva voglia e piacere di venire, alla fine mi serve solo un cristiano che mi faccia compagnia tutto lì. Sai com’è, se sbatto a terra almeno ho qualcuno che mi conosce vicino. Tutto lì. Manco chiedessi di prendermi di peso e trascinarmi su Marte.

Andrò a visita medica con un semplice certificato, probabilmente non basterà e perderò la pensione.

Che anno di merda.

L’amore

Guardo il cielo e non vedo altro colore
Solo grigio piombo che mi spegne il sole

L’unica certezza è gli occhi che io ho di te
Due fotografie è tutto ciò che rimane
Sul mio letto il vento le fa volare
La distanza che ci divide fa male anche a me
Se non vai via, l’amore è qui

Sei un viaggio che non ha né meta né destinazione
Sei la terra di mezzo dove ho lasciato il mio cuore, così
Sono solo anch’io
Come vivi tu
Cerco come te
L’amore

Quel che so di te è soltanto il tuo nome
La tua voce suona in questa canzone
Musica e parole emozioni che scrivo di noi
Se non vai via, il mondo è qui
Sei un viaggio che non ha né meta né destinazione
Sei la terra di mezzo dove ho lasciato il mio cuore, così
Sono solo anch’io
Come vivi tu
Cerco come te
L’amore
L’amore
E cambia il cielo, i tuoi occhi no
Come vetro è l’amore che sei
Sei un viaggio che non ha né meta né destinazione
Sei la terra di mezzo dove ho lasciato il mio cuore, così
Sono solo anch’io
Come vivi tu
Cerco come te
L’amore

Le cose importanti

Vi è mai capitato di parlare con una persona e avere la sensazione che sia tutto inutile?

Capita soprattutto quando si discute sempre delle stesse cose no?

Credo di aver raggiunto quel punto dove ci si spegne e si dice “mi arrendo”.

Sei lì che parli, urli, ti infuri, discuti e tutto perché ovviamente ci tieni a quella persona altrimenti non perderesti tanto tempo e salute in quello stato. Spesso mi dico che vale anche al contrario no? Se anche dall’altra parte le persone si arrabbiano in qualche modo c’è interesse, c’è un sentimento che scaturisce queste emozioni… vero?

No. Non sempre.

A volte semplicemente è orgoglio.

Non si tratta di tenerci o di provare affetto, si tratta di non ammettere di avere torto o di aver fatto davvero un brutta figura.

E come capire quando interagiamo con una persona del genere?

Quando questa ti accusa di qualcosa, ti offende, ma tu hai le prove, dati di fatto che dimostrano in modo obiettivo che hai ragione e quando le esponi ottieni come reazione rabbia, invece di scuse.

Lì … ci provi anche a ragionare ma obiettivamente se neanche un dato di fatto riesce a zittire questo “orgoglio” di sicuro mille parole non cambieranno la situazione.

E ti spegni. Ti rendi conto che l’obiettivo delle discussioni, da parte sua, non è mai stato dialogare e arrivare ad un compromesso ma semplicemente di ottenere una ragione che non serve proprio a niente. O peggio ancora, l’unico scopo è ferirti. Come se ferire il mio ego sia qualcosa di facile, ne ho così tanto da ridere alle minacce (disturbo della personalità narcisistico, per una volta mi torna utile). Perché quando una persona sprizza incoerenza da tutte le parti e ammette anche di essere una bandiera al vento che sventola dalla parte di chi la manipola “al momento” non risulta una persona molto credibile. E puoi dire quante volte vuoi che sei l’unico coglione che non la manipola, se dall’altro lato dicono “ti manipola!” diventa una situazione insostenibile. Cioè ma un minimo di amor proprio? Ma una personalità propria? No.
E allora come si fa a ragionare? Davvero più volte avevo la sensazione di discutere con più persone contemporaneamente e mai con la persona con la quale parlavo. Ma come si fa così? “Tizio ha detto” e “La mia amica dice” e ancora “L’altra ha detto così” e io lì a capire invece quale fosse il SUO pensiero ma ottenendo solo tanta confusione. E lì poi devi stare pure attento a quello che dici, perché ovviamente qualche che sia la tua parola, dopo ti senti pure dire “tu mi hai manipolata!”. Cazzo io sono uno, lì pare di avere un esercito contro.
Davvero … ma prendersi le proprie responsabilità no vero? Facile scaricare tutto su “lui ti farebbe questo!” e “lei ti direbbe quello!” e io rido, perché chi ha un minimo di intelligenza cerca sempre di sentire tutte le versioni, tutte le “campane” prima di giudicare e chi non lo fa dimostra solo tanta immaturità. Poi vabbeh, ci sono i geni, i codardi, quelli che “non vale la pena parlare” e qui premio proprio alla pubertà infinita. Peter Panico. Una persona che invece di chiarire e parlare si mette a sbattere i piedi a terra, piangere e minacciare perché semplicemente ha delle crisi di panico evidenti e non sa gestire la situazione. Io davvero non voglio stare in mezzo a ste storie, divertono sì ma poi diventano stancanti e pesanti, senza contare che le minacce dicono davvero tanto di loro e di che persone sono. Provo pena e pietà e cerco di rispettare quanto meglio posso, ma quando i fatti mi danno ragione… “infamone di merda!” e io tipo lì a pensare che rispondere a tale onta subita… “gnè gnè?”. Io non sono poi così acido sia chiaro, ma quando ne ricevo a ondate e ondate poi ricambio anche perché il silenzio viene frainteso a quanto pare.
Non è “chi tace acconsente” ma “Chi tace s’è rotto il cazzo”.

“La ragione è dei fessi” si dice e io la lascio volentieri a chi ne ha palesemente bisogno, come una droga.
Però poi mi farei due domande se pur avendo ragione bene non sto. Lo dico per dire eh, giusto così, usando il cervello mezzo secondo.

E mentre continui a ricevere insulti, minacce e acidità stai lì e ti chiedi chi te lo fa fare, come se alla fine dei conti io ne guadagnassi qualcosa. Io dico la mia, sempre. Se non si condivide la mia opinione nessuno è costretto a fare quello che dico e l’unica altra cosa da dire è “goditi le tue scelte”. E vedi che neanche così stanno bene.

E ripensi a tutte le discussioni, ripensi ai soliti discorsi e ti rendi conto che è proprio uno schema. È sempre un tira e molla, uno stare bene un giorno e poi sbottare per *scegli motivazione a caso* per settimane intere.

E rileggo lettere, messaggi, ascolto audio e mi rendo conto che si ripete sempre tutto.

Ho davvero problemi seri nella mia vita, questa instabilità tossica non mi serve.
Ho tentato in tutti i modi di dare una mano, un aiuto, di parlare ad oltranza spiegando tutte le motivazioni e tutte le scelte che ho fatto e cosa ho ottenuto?

Critiche e offese.

Poi arriva quel “ti amo”.

E altre offese. Ma dico io, se i miei modi non piacciono, se sono questo male assoluto… l’amore dov’è? Dov’era? Cosa si ama se si ha sempre e solo da vomitare acidità?

Ad un certo punto mi son anche chiesto se stessi interagendo con la stessa persona, come si può cambiare così tanto?

E poi basta. Io non posso e non voglio stare sempre lì a capire ed analizzare chi invece di me se ne sbatte.

Ci sono cose e persone più importanti a cui dare attenzione, partendo da me stesso.

Io a breve non so neanche che fine faccio e sembra che a nessuno importi.

Va bene così, mette ancora più in mostra chi vale la pena ascoltare e chi no.

Spero di non tornare mai più su questo argomento.

E poi … boh.

“Ciao Uriel, come stai?”

Non me la passo proprio bene

“Guarda che non mi son dimenticato di te!”

Si ma lascia perdere, ormai è andata

“Non è detto, io sto facendo di tutto per sistemare le cose”

E io ti ringrazio ma davvero, è andata così lasciamo perdere

“No guarda, io la mia parte la voglio fare. Devo dimostrare che posso darti una mano”

D. guarda, apprezzo davvero ma non è fattibile. Non so neanche se avrò ancora i soldi in futuro. Quindi non illudiamoci

“Non ti dico che è una cosa certa ma voglio provare, dammi solo il tempo di risolvere i miei casini”

Insomma, morale della favola, un amico mi ha proposto di farmi una “vacanza” da lui, anche un mese magari.
Per vedere la convivenza come va, se le cose andassero bene…

Cambio casa, cambio vita. Del tutto.

E boh. Sono ancora un po’ rincoglionito dalla chiacchierata.

Cerco in tutti i modi di schiacciare questa euforia che vuole salire. Ho preso troppe botte ultimamente, persone che mi hanno illuso e poi solo scuse su scuse.

Non lo so. Non ci sono date, non c’è nulla.

C’è solo una piccola speranza.

Ma io non so davvero come muovermi da sto tugurio.

Casini e casini

La salute non c’è e settimana prossima devo muovere il culo e fare le visite mediche.
Ci riuscirò? Lo spero ma sta volta davvero rischio di non andarci.

Ok, dette le priorità e lasciandole perdere per adesso…

Settimane fa un amico mi chiede se ho piacere di parlare con sua moglie visto che fa consulenze, nello specifico anche di coppia. Io la metto sul ridere e gli ricordo che ultimamente con le donne sposate non è che va molto bene, faccio la mia battuta sul “poi non lamentarti se vuole lasciarti”, ci ridiamo su e parlo a telefono con questa ragazza.

Mi ci trovo molto bene, mi ha fatto davvero piacere sfogarmi e ragionare con lei. La ringrazio, ringrazio il marito e morta lì.

Giorni fa mi chiede tramite il marito di scambiarci i numeri di telefono, per sentirci ancora, dicono (loro, marito e moglie eh). Accetto e … ci risentiamo.

Ovviamente sempre sul narcisismo si finisce di parlare.

Lei: “Si sente che sei buono, davvero, io non capisco perché dici di essere un narcisista, guarda che siamo tutti un po’ così”

Perché sono io che evito di fare cazzate. Faccio “il buono” e siamo tutti contenti

“Che vuoi dire con fare il buono?”

Voglio dire che non ho nessun secondo fine o interesse quindi ascolto, parlo e ci facciamo due risate.

“Ma è normale fare così, tu sei fatto così! Sei simpatico e secondo me ti butti giù da solo. I narcisisti sono quelli che si vantano sempre”

No. A parte l’egocentrismo che comunque fa parte di me, ma i narcisisti per ottenere quello che vogliono fingono, manipolano e soprattutto illudono.

“Spiegami, che vuol dire? Sei falso allora?”

Ti ho detto come sono solitamente i narcisisti, io cerco di curarlo ogni giorno. Perché è un disturbo della personalità, non è un modo di essere. Non sono falso, anzi, sono fin troppo sincero.

“Perdonami ma faccio fatica a crederti. Cioè tu se volessi provarci con me che faresti?”

Cercherei di ottenere quello che voglio, cambiamo argomento?

Lei ride “e come? Sono sposata, conosci mio marito, è impossibile avere qualcosa da me”

Ok. Anche se proprio perché sento praticamente tutti i giorni tuo marito qualcosina forse riuscirei a sfruttarla. Ma parliamo d’altro, queste cose sono noiose.

“Fammi capire dai, dimmi quello che hai in testa”

Guarda che non ho un bottone e accendo il narcisismo

“Per farci due risate, non capisco cosa cambia da quello che ci siamo detti fino ad ora”

Convinta tu….

Sto zitto qualche minuto.

Lei: “Ci sei?”

Io: “Certo che ci sono, stiamo parlando da un bel po’ no?”

Lei “Sì ma sto aspettando la tattica” e ride.

Guarda che non c’è nessuna tattica.
Sei una bella donna, molto curata, ti piace stare a tuo agio tra al gente ma non sei il tipo da stare al centro dell’attenzione. Ti ho sentita parlare del tuo lavoro, tu ascolti e vuoi che le persone si aprano con te, per questo cerchi di essere sempre presentabile, anzi valorizzi bene il tuo aspetto perché sai che un sorriso ben piazzato con uno sguardo rassicurante fatto da una donna di bella presenza ti agevola in molte situazioni. Sì, sei una bella donna ma io non ti vedo, siamo al telefono quindi con me non funziona. Non puoi attirarmi con i tuoi punti di forza, ma c’è tanto altro. Ogni volta che parliamo di tuo marito inizi con un sospiro, dici che è una brava persona, dici che è troppo buono.
Verissimo, quanta bontà in quell’uomo… ma tu lavori tanto, anche lui certo, ma tu sei stanca, esaurita, i bambini, lui… Che stress vero? Anche quando ti svegli la mattina e ti chiede cosa vuoi mangiare, se la brioche o il cornetto, ti irriti vero? Sono anni che siete sposati, sempre la stessa routine, sempre le stesse cose dette e ridette, fatte e rifatte.
E quindi mentre lui sta lì a chiedere della brioche e a gestire i gatti e giocare al pc, tu cerchi il tuo cane, lo guardi negl’occhi, lo coccoli e pensi a quanto è dolce. Quel cane è la tua vita, per te è tutto e a volte ti chiedi come mai tuo marito non è importate quanto lui per te.

“Ma … come sai della colazione? E del cane? È la seconda volta che ci sentiamo, io non ti ho detto queste cose ….”

A volte mentre ero al telefono con tuo marito mi diceva che doveva prepararti la colazione e ogni volta finivate per discutere per questa sciocchezza. Quando ci siamo sentiti la prima volta entrasti in casa e prima di salutare lui salutasti il cane, eri felicissima”

“tu cambi proprio tono di voce”

Non ho fatto niente, ti ho solo detto quello che ho notato

” … io amo mio marito … “

Certo, ma pensa che ci siamo sentiti due volte e probabilmente ho notato cose che lui in anni non ha mai notato

Lei sta zitta

Ti stai sentendo in colpa, stai pensando se anche lui ha notato che sbuffi e che non lo sopporti più

“non è che non lo sopporto più …”

La interrompo.

Tranquilla! Stiamo solo scherzando, ho sparato a caso.

“Non hai sparato a caso, hai notato cose che neanche io avevo notato”

Ti ho solo detto quello che serviva per dimostrarti come ragiono. Sto attento a cosa mi dicono, se ho interesse cerco di capire su cosa fare leva, tu non immagini i casini che ho in testa.

“ma quindi io ti interesso?”

Se mi interessavi credimi, il tuo matrimonio adesso era in crisi.

Lei muta. Io sbotto a ridere

Dai era una frase a effetto! Sono solo un coglione

“Si ma tu cambi proprio tono, tu hai notato cose che … ma chi si ricorda di come io saluto il cane?!?!?!”

Quindi pensa… se volessi renderti felice probabilmente capirei alla perfezione come fare no?

“Tu vuoi farmi divorziare” e ride

No, voglio farti capire che poi uno così se si gira male è capace di farti sentire in colpa anche per un capello fuori posto. Non è bello avere questi casini in testa. Tu non puoi immaginare le fissazioni, i complotti, i piani e le tattiche che ho in testa. Non si vive bene così.

“Ho capito. Posso chiederti allora come mai stai così male? Con lei non hai fatto così?”

No. Volevo si rendesse conto della situazione che vive, di quanto vale, di cosa le manca e di cosa ha bisogno. Ho spinto su questo.

“E ci sei riuscito?”

Sì.

“E perché non state insieme allora?”

Perché ha deciso di restare con lui.

“ma tu la ami? Lei ti ama? Questo ve lo siete detti?”

Ha deciso di stare con lui.

“Allora insisti!”

No. Se lei è felice con lui io sono felice per lei.

“Non ci credo e non ha senso”

E invece sì, solo che sai come vanno a finire ste cose?

“come?”

Se non puoi amarlo odialo no? Per ritornare da lui deve necessariamente staccarsi da me. E per staccarsi da me deve sminuire quello che prova.

“Fa male, non credo che lei stia bene”

Dipende. Non è sola. E poi sono troppo incasinato.

“Secondo me alla fine starete insieme”

Secondo me no.

“Dalle tempo”

Non ne ho.

“Buttare mesi interi”

Un angelo non è

Lei fra poco arriverà
È il momento che aspettavo io da un’eternità
Non riesco ancora a crederci
Da me lei verrà
Me l’ha detto sorridendo un’ora fa

Ed ho preparato già
Fiori freschi sulla tavola che fanno più allegria
Questa volta non è una bugia
A casa mia verrà
Lei stasera da quell’altro non andrà
Nella mente sempre lei
Come un ossessione lei
Che mi accende i sensi e la fantasia

E m’immagino di averla qui
E m’immagino di stringerla
Fra le mie braccia di stringerla così
Nella mente solo lei
Sulla pelle ancora lei
Come un fuoco che non so lavare via

E negli occhi miei che sognano
Io la vedo come un angelo
Proprio lei che
Un angelo non è

Mezzanotte se ne va
E le stelle sul soffitto io le ho spente tutte già
Vado a letto e ripenso che
Da me lei verrà
Me l’ha detto un giorno tanto tempo fa

Nella mente sempre lei
Come un ossessione lei
Che mi accende i sensi e la fantasia
E m’immagino di averla qui
E m’immagino di stringerla
Fra le mie braccia
Di stringerla così
Nella mente solo lei
Sulla pelle ancora lei
Come un fuoco che non so lavare via
E negli occhi miei che sognano
Io la vedo come un angelo
Proprio lei che
Un angelo non è
E m’immagino di averla qui
E m’immagino di stringerla
Fra le mie braccia
Di stringerla così
Nella mente solo lei
Sulla pelle ancora lei
Come un fuoco che non so lavare via
E negli occhi miei che sognano
Io la vedo come un angelo
Proprio lei che
Un angelo non è
Proprio lei, proprio lei

Gli amici

Vuoi per le tante fregature, vuoi per la fiducia che ormai non riesco a darla a nessuno… Gli amici per me non sono mai davvero una risorsa ma sempre un placebo, qualcosa che aiuta sul momento.

Non è un bel discorso lo so, ma quante fregature si hanno nella vita da chi doveva esserci e poi è venuto meno?

Buh. Ultimamente però stanno succedendo cose.

Lei, senza dignità proprio ha contattato uno dei miei amici per chiedere favori.
Lui mi ha subito detto tutto ed è partito a fare mille ragionamenti.

“Forse tramite me vuole arrivare a te” e “Secondo me vuole che poi ti vengo a dire qualcosa” e ad inizio anche io, preso da lui, ragionavo dicendo “nah, questa vuole farsi le sue ragioni. Magari ti viene a dire che sono io il mostro di tutta la situazione, le mocciose senza coraggio fanno tutte così”.

E alla fine? Lui scambia qualche messaggio e poi mi dice:

“Oh ma te come cazzo hai fatto a sopportarla un anno? Questa con qualche messaggio mi ha già fatto salire un nervoso. Le chiedo come mai mi ha contattato se neanche mi rispondeva prima e quella mi dice che non vuole parlare di ste cose e che le interessa solo essere aiutata sul videogioco”.

Io rido. Gli avevo detto che quando le interessa qualcosa non ha dignità, se ne sbatte e per ottenerlo fa di tutto.

Mi dice che se non ci fossi io di mezzo l’avrebbe già mandata a quel paese ma siccome lei poi prenderebbe l’occasione per farsi ancora viva semplicemente la ignora.

Cosa buona e giusta direi.

Devo ammetterlo, un paio di persone in tutto sto casino stanno cercando di distrarmi, di non farmi focalizzare su di lei.
Apprezzo, non sono abituato. Mi aspetto sempre poi una bella e grande delusione, lo so, son pessimista, ma per ora va bene così.

Per il resto, arriva sempre quel momento di sconforto e di delusione.
Credi tanto in una persona, fai di tutto per lei e quando le fai notare che non ha mosso un dito per te, non ha fatto altro che lamentarsi e restare nella stessa situazione che a suo dire non le piace… alla fine devi pure sentirti dire che l’hai usata e che ha perso tempo. Meno male che non ho più un cuore.

Ma facessero quello che vogliono.

Ah già, mettici pure che sempre secondo questa mente brillante, se un rapporto è di lunga durata vuol dire che vale la pena tentare di restarci dentro, anche se ci si sta male ed è letteralmente un rapporto malato.

Un po’ come dire che anche se un cadavere puzza, perché ormai è passato tempo ed è in decomposizione, vale sempre la pena tenerselo in casa, magari resuscita!

Devo ammetterlo, è seccante ma tanto appagante per il mio lato narcisista, sapere di aver sempre avuto ragione e dire “Te lo avevo detto”.

Ma anche lì, per quanto gongolo nell’averci sempre visto chiaro e tondo su tutto, c’è poi l’immensa seccatura del fatto che ancora una volta avevo capito tutto e non mi sono scansato, mi ci sono comunque buttato dentro sperando di “aiutare”.

Devo ripetere sto mantra:

“Non puoi salvare chi non vuole essere salvato. Non puoi salvare chi non vuole essere salvato. Non puoi salvare chi non vuole essere salvato…”