Il solito fesso

Mi sono incastrato in una brutta situazione.

Una di quelle che quando la pensi è bellissima, ti rende felice, pianifichi tutto un nuovo modo di vivere per ottenere finalmente una vita decente.

Poi la realtà invece è solo una attimo fuggente, una distrazione piacevole. Un modo per spezzare la solitudine, solo per un attimo. E poi si ritorna alla vita di sempre, come se non fosse mai successo.

Non è meglio lasciar perdere a priori?

È quella dannata speranza che si mette di mezzo, nonostante la chiarezza della situazione. Nonostante la consapevolezza del momento.

Ma uno ci spera…

E sicuramente questo sogno mi farà davvero male.

Me la sto cercando io questa volta.

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E’ tornata.

Sì, è tornata e io lo sapevo.
Saranno passati due anni dalla nostra rottura, mi conosco, mi conosce, le avevo chiesto di sparire. Ho troppi problemi per gestire la mancanza, il vuoto, la depressione e tutto quello che consegue la fine di una storia, anche di quella più importante della mia vita.
Per questo, preferisco gestire un lutto. Preferisco ricordare quello che c’è stato, senza sporcare questo ricordo con una semplice “amicizia” che per me ha solo un sapore amaro, acido, un fastidio continuo che mi lacera lentamente dentro.
No, per me sei morta, lo sai, te l’ho detto, dovevi rispettare questa decisione.
E invece no, invece è sbucata fuori all’ improvviso per dirmi poi cosa? Che sta male, che voleva sentire una persona che davvero ci aveva tenuto a lei.
Quindi per motivi egoistici tuoi, fai stare male me.
Perché sì cazzo, io ci sto male a sentirti. Sto male a sapere che tu stai male per un altro, proprio quello che io non volevo sentire.
Venirmi a dire che valutando le tue esperienze hai capito quanto io valessi, quanto io ci tenessi a te e quanto per questo io fossi importante. Hai definito la nostra storia “la più importante”.
OK
Quindi?
Quindi vediamoci, parliamo da vicino.
Detto da me, che per uscire devo imbottirmi di farmaci, devo davvero fare una lavoro non indifferente su me stesso per presentarmi a te. E lo sai.
Ci vediamo e ….
Ho visto una ragazza molto confusa, sofferente e agitata.
Ho visto una ragazza pensare solo a se stessa, giustamente aggiungerei.
Tutti quando stiamo davvero male facciamo partire l’istinto di sopravvivenza, lo capisco, hai pensato a me perché hai avuto la fortuna di trovare un coglione che ti ha trattata come una cazzo di regina, che ti ha dato tutto quello che aveva e anche di più.
Sì, ok…. ma quindi che si fa?
Cosa mi rappresenta tutto questo?
Da me cosa vuoi?
Io non posso essere tuo amico, sono un tuo fottutissimo EX.
Io non posso starti vicino consolandoti perché è finita la tua ennesima storia amorosa, non posso perché quando ti guardo sto male io.
Ma lei batte chiodo sul “volevo sentire una persona che mi ha dimostrato di tenerci, non voglio parlarti di cosa mi è successo”.
Ok. Quindi di cosa cazzo parliamo? Dei bei tempi andati? Andati perché? Perché dopo sei anni hai deciso di lasciar perdere tutto lasciandomi nella merda?
Ma dico io, si può?
E poi quando ha iniziato a parlare della nostra storia, di quanto stesse bene, di come le mancano le mie attenzioni… Che mi stai dicendo? Vuoi tornare con me?

“NO, IO ADESSO NON CE LA FACCIO A STARE FISICAMENTE CON UN ALTRO”

Ma allora che cazzo mi hai chiamato a fare?
Senza contare che ti lasci con sto qua, non riesci a stare con me.
Ti lascia con me dopo manco due mesi sei stata a letto con un altro.

E’ ma sto cazzo allora.
Ma di che stiamo parlando?

No, è tutto sbagliato.
Non va bene tutto questo.
Da quando si è fatta viva la mia salute è crollata ai minimi storici.

Mangio a stento e cerco di dormire tutto il giorno per non pensare, per non guardare quel cazzo di telefono “aspettando” un messaggio suo, una futile speranza di rinsavimento da parte sue dove cerca di dare un senso a questa sua entrata in scena davvero inutile.

E invece no, invece è partito il più classico dei tira e molla.

“Ci tengo troppo a te”
“Ok, allora torniamo insieme”
“Adesso non ce la faccio a stare fisicamente con qualcuno”
“Ok allora rispetta me e la mia decisione, sparisci dalla mia vita perché io sto male quando ti sento”
“No allora devo convincermi, voglio darti una mano”

Ma che risposta è?
Tu mi hai cercato e fai pure l’indecisa? Ma sapere prima cosa cazzo vuoi e poi cercare una persona no? E sia chiaro che volere solo un “appoggio emotivo” col cazzo che lo hai da me e lo sapevi già.

Lo sapevi, mi conosci.
Hai pensato solo a te stessa.

E ora io sono qui alle tre di notte guardando un cazzo di cellulare.

Tutto questo non va bene e non mi fa bene.
Devo prendere la situazione in mano e semplicemente ignorarla, come stavo facendo da anni.

Non merito tutto questo, io ho sempre cercato di fare del bene, perché irrompere così nella mia vita?

Odio questa vita, odio me stesso e davvero, sto arrivando a pensare brutti pensieri.

Sono troppo fragile per questa vita del cazzo, ogni situazione la vivo male, le mie emozioni sono esagerate e non riesco a gestirle.

E tutto questo nonostante io sia in cura da psichiatri, imbottito di pillole antidepressive, farmaci vari per i dolori e operatori sociali al seguito.

Il nulla

Sono mesi che non scrivo, mi dispiace.
La mia salute peggiora e io mi sento schiacciato dalla stanchezza e dal dolore.
A volte guardo lo smartphone, scrollo la rubrica e vedo volti e numeri.
Cerco qualcuno che abbia voglia di parlarmi.
Non trovo nessuno perché sono tutti conoscenti e nulla più.
Vorrei dire che mi sento solo ma la verità è che io sto bene da solo, le persone mi portano sempre ansie e problemi, da solo riesco a gestire meglio il mio malessere, senza dover dare conto a nessuno.
Certo, una metà che colmasse il mio vuoto mi farebbe piacere.
Ma non darei a nessuno il peso dei miei problemi, figuriamoci a chi prova affetto per me.
Quindi mollo, lascio perdere.
Quindi dico “basta” e chiudo gli occhi.

Non riesco a gestire i rapporti sociali, davvero, mi sento un disagiato.
Ad esempio, un amico mi presenta un avvocato di fiducia che per una consulenza mi fa il favore di non essere pagato.
Wow, tutto bello e figo… no, per niente.
Una volta scritta la mail che mi ha chiesto, descrivendo le mie problematiche, mi dice che l’ha ricevuta e poi il nulla, per giorni.
Ieri gli chiedo se va tutto bene tramite messaggio, lui risponde “domani ti chiamerà il mio studio”.
Oggi, ore 18:00 ancora niente. Mando un messaggio dicendo che aspetto la chiamata.

Sto qua reagisce male, manda un messaggio vocale dicendo che mi sta facendo un favore e che se ancora non mi hanno chiamato è perché non vogliono dirmi stronzate e per questo studiano meglio il caso. Quindi mi dice di stare “sereno” e chiude il messaggio.

Ora…

Rincoglionito, tu mi hai detto che mi avrebbero chiamato.
Si fa sera e non ricevo niente che devo fare? E’ normale che ti contatto per capire che sta succedendo. Poi sta cosa che “non pago” buttandomela in faccia così, ma sti cazzi, davvero.

Il rispetto e l’educazione non esistono più ormai.

E io che sto praticamente sempre da solo, quella rara volta che interagisco con qualcuno mi becco sta gente, è normale che mi prendo male. Sono troppo sensibile e sta cosa mi pesa tantissimo.

Per una banalità mi si chiude lo stomaco e mi sento così a disagio… per giorni.

Che ansia.

Caro Blog

Caro blog,

ti scrivo perché sono giorni che non parlo con nessuno.
Questo senso di inadeguatezza, di vuoto, di disagio… lo conosco bene.
E’ tornata, lo sapevo, quasi l’aspettavo… ma non la vivrò allo stesso modo.

Apro gli occhi, sento le solite urla, il solito casino, le solite parole che anche se non dette a me, mi portano alla disperazione. E tengo tutto dentro, sotto le coperte, ad occhi chiusi.

Immagino un passato migliore di questo presente che proprio non mi piace, che spesso mi fa dire “ma ne vale la pena?”.

Poi finalmente mi alzo, con i miei troppi acciacchi, con la mia poca voglia di fare, di dire e di pensare.

Sopravvivo, vago come un’anima in pena per casa.

Solo angoscia.
Ma tengo duro, alzo la testa, sempre.
Mi dico che verranno giorni migliori.
Mi convinco che prima o poi qualcosa succederà e cambierà tutto anche se so bene che solo io posso tirarmi fuori da questa situazione e non ho né le forze per farlo né la salute.

Mi sento solo. Ho preso le distanze da tutti perché mi facevano più male che bene.
Eternamente deluso dal loro rapportarsi con me, dallo sminuire ogni mio malanno e dalle soluzioni facili a parole e impossibili ai fatti.

Mi hanno sfruttato, sia economicamente che moralmente.
Adesso basta.

Meglio solo, angosciato e depresso.
Meglio solo.

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Sempre avanti capitano!

Finalmente i vari malanni stanno passando, solo questa dannata tosse proprio non vuole sapere di sparire, ma è solo questione di tempo, stronza.

Questo periodo “natalizio” mi è servito a guardarmi intorno, a valutare meglio le persone che interagiscono in qualche modo con me e tutto sommato, nonostante avessi visto tanto schifo, ho comunque imparato qualcosa.
Ho scelto “me”, ho scelto di non star più dietro alla testa di persone che tutto sommato, neanche meritano poi il mio interesse.

Potrei parlare del solito amico, ormai diventato quasi protagonista di questo blog, che ovviamente non fa altro che deludermi. Ma a che servirebbe? Lui è fatto in un certo modo, io ormai lo conosco e smetto di affidarmi a lui, di aspettarmi da lui qualcosa che ovviamente ormai non accadrà mai.

Situazione familiare? Lassamo sta.

Non me ne frega niente, onestamente parlano, proprio niente.
Fa tutto schifo, va tutto male… e allora? Questa è la mia vita, devo viverla perforza quindi tanto vale affrontare e superare ogni cosa.

Forse il vero problema è avere aspettative troppo alte, anche se queste risultino “povere” per molti, evidentemente in questo momento della mia vita devo accontentarmi di quello che ho, e lo faccio senza problemi.

Prima guardavo dal balcone la solita strada che percorrevo ogni giorno, soprattutto ogni notte al ritorno verso casa. Ero così… diverso, mi piaceva quella camminata notturna, mi piaceva avere anche l’ansia di incontrare sempre i soliti teppisti ad angolo di strada che puntualmente al mio passaggio dovevano urlare e offendere. Era vita, quel tipo di vita vissuta.

Mi guardo indietro pensando “Ok, dai me la sono goduta tutto sommato” e non perché avessi “tutto” ma semplicemente perché avevo quello che volevo.

Mi manca avere quella libertà, quella scelta, di poter fare le cose come e quando volevo io. Avevo la vita davanti e me ne sbattevo di tutto, e ora mi tocca raccogliere quello che ho seminato.

Non proprio, ho sempre aiutato chi mi stava vicino, mi sono sempre fatto in quattro per gli altri ma poi c’è stato un brutto periodo dove mi sono chiuso e isolato.
Guarda caso “gli altri” solo questo valutano, perché se a distanza di anni ormai nessuno mi cerca evidentemente solo quello guardano.

Va bene, anche questo.

Va tutto bene, sul serio.

Devo comunque ringraziare una persona qui su wordpress.
E’ praticamente l’unico blog che seguo assiduamente, aspettando “il nuovo post” per leggere l’ennesimo stralcio di vita che mi è permesso leggere.

Come sempre non faccio nomi, non lascio commenti, forse un “mi piace” a stento.

Perché?
Non lo so.
Sapete com’è no?

Lasci un mi piace, lei ricambia, tu scrivi un commento, lei ricambia, tu le chiedi il nome, la conosci, vi conoscete, vi piacete, vi fidanzate, vi amate, vivete insieme, vi sposate, arrivano i figli, le preoccupazioni, i problemi economici, le bollette da pagare, i litigi, l’odio, la separazione, il divorzio…

Insomma, adesso non me la sento di divorziare.

Scherzo ovviamente, ma ormai il mio Facebook e inondato di questi link che si fanno ridere, ma è triste capire che alla fine tutti si lamentano quando semplicemente basterebbe fare solo quello che ci fa stare bene.