Il nulla

Sono mesi che non scrivo, mi dispiace.
La mia salute peggiora e io mi sento schiacciato dalla stanchezza e dal dolore.
A volte guardo lo smartphone, scrollo la rubrica e vedo volti e numeri.
Cerco qualcuno che abbia voglia di parlarmi.
Non trovo nessuno perché sono tutti conoscenti e nulla più.
Vorrei dire che mi sento solo ma la verità è che io sto bene da solo, le persone mi portano sempre ansie e problemi, da solo riesco a gestire meglio il mio malessere, senza dover dare conto a nessuno.
Certo, una metà che colmasse il mio vuoto mi farebbe piacere.
Ma non darei a nessuno il peso dei miei problemi, figuriamoci a chi prova affetto per me.
Quindi mollo, lascio perdere.
Quindi dico “basta” e chiudo gli occhi.

Non riesco a gestire i rapporti sociali, davvero, mi sento un disagiato.
Ad esempio, un amico mi presenta un avvocato di fiducia che per una consulenza mi fa il favore di non essere pagato.
Wow, tutto bello e figo… no, per niente.
Una volta scritta la mail che mi ha chiesto, descrivendo le mie problematiche, mi dice che l’ha ricevuta e poi il nulla, per giorni.
Ieri gli chiedo se va tutto bene tramite messaggio, lui risponde “domani ti chiamerà il mio studio”.
Oggi, ore 18:00 ancora niente. Mando un messaggio dicendo che aspetto la chiamata.

Sto qua reagisce male, manda un messaggio vocale dicendo che mi sta facendo un favore e che se ancora non mi hanno chiamato è perché non vogliono dirmi stronzate e per questo studiano meglio il caso. Quindi mi dice di stare “sereno” e chiude il messaggio.

Ora…

Rincoglionito, tu mi hai detto che mi avrebbero chiamato.
Si fa sera e non ricevo niente che devo fare? E’ normale che ti contatto per capire che sta succedendo. Poi sta cosa che “non pago” buttandomela in faccia così, ma sti cazzi, davvero.

Il rispetto e l’educazione non esistono più ormai.

E io che sto praticamente sempre da solo, quella rara volta che interagisco con qualcuno mi becco sta gente, è normale che mi prendo male. Sono troppo sensibile e sta cosa mi pesa tantissimo.

Per una banalità mi si chiude lo stomaco e mi sento così a disagio… per giorni.

Che ansia.

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Caro Blog

Caro blog,

ti scrivo perché sono giorni che non parlo con nessuno.
Questo senso di inadeguatezza, di vuoto, di disagio… lo conosco bene.
E’ tornata, lo sapevo, quasi l’aspettavo… ma non la vivrò allo stesso modo.

Apro gli occhi, sento le solite urla, il solito casino, le solite parole che anche se non dette a me, mi portano alla disperazione. E tengo tutto dentro, sotto le coperte, ad occhi chiusi.

Immagino un passato migliore di questo presente che proprio non mi piace, che spesso mi fa dire “ma ne vale la pena?”.

Poi finalmente mi alzo, con i miei troppi acciacchi, con la mia poca voglia di fare, di dire e di pensare.

Sopravvivo, vago come un’anima in pena per casa.

Solo angoscia.
Ma tengo duro, alzo la testa, sempre.
Mi dico che verranno giorni migliori.
Mi convinco che prima o poi qualcosa succederà e cambierà tutto anche se so bene che solo io posso tirarmi fuori da questa situazione e non ho né le forze per farlo né la salute.

Mi sento solo. Ho preso le distanze da tutti perché mi facevano più male che bene.
Eternamente deluso dal loro rapportarsi con me, dallo sminuire ogni mio malanno e dalle soluzioni facili a parole e impossibili ai fatti.

Mi hanno sfruttato, sia economicamente che moralmente.
Adesso basta.

Meglio solo, angosciato e depresso.
Meglio solo.

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Sempre avanti capitano!

Finalmente i vari malanni stanno passando, solo questa dannata tosse proprio non vuole sapere di sparire, ma è solo questione di tempo, stronza.

Questo periodo “natalizio” mi è servito a guardarmi intorno, a valutare meglio le persone che interagiscono in qualche modo con me e tutto sommato, nonostante avessi visto tanto schifo, ho comunque imparato qualcosa.
Ho scelto “me”, ho scelto di non star più dietro alla testa di persone che tutto sommato, neanche meritano poi il mio interesse.

Potrei parlare del solito amico, ormai diventato quasi protagonista di questo blog, che ovviamente non fa altro che deludermi. Ma a che servirebbe? Lui è fatto in un certo modo, io ormai lo conosco e smetto di affidarmi a lui, di aspettarmi da lui qualcosa che ovviamente ormai non accadrà mai.

Situazione familiare? Lassamo sta.

Non me ne frega niente, onestamente parlano, proprio niente.
Fa tutto schifo, va tutto male… e allora? Questa è la mia vita, devo viverla perforza quindi tanto vale affrontare e superare ogni cosa.

Forse il vero problema è avere aspettative troppo alte, anche se queste risultino “povere” per molti, evidentemente in questo momento della mia vita devo accontentarmi di quello che ho, e lo faccio senza problemi.

Prima guardavo dal balcone la solita strada che percorrevo ogni giorno, soprattutto ogni notte al ritorno verso casa. Ero così… diverso, mi piaceva quella camminata notturna, mi piaceva avere anche l’ansia di incontrare sempre i soliti teppisti ad angolo di strada che puntualmente al mio passaggio dovevano urlare e offendere. Era vita, quel tipo di vita vissuta.

Mi guardo indietro pensando “Ok, dai me la sono goduta tutto sommato” e non perché avessi “tutto” ma semplicemente perché avevo quello che volevo.

Mi manca avere quella libertà, quella scelta, di poter fare le cose come e quando volevo io. Avevo la vita davanti e me ne sbattevo di tutto, e ora mi tocca raccogliere quello che ho seminato.

Non proprio, ho sempre aiutato chi mi stava vicino, mi sono sempre fatto in quattro per gli altri ma poi c’è stato un brutto periodo dove mi sono chiuso e isolato.
Guarda caso “gli altri” solo questo valutano, perché se a distanza di anni ormai nessuno mi cerca evidentemente solo quello guardano.

Va bene, anche questo.

Va tutto bene, sul serio.

Devo comunque ringraziare una persona qui su wordpress.
E’ praticamente l’unico blog che seguo assiduamente, aspettando “il nuovo post” per leggere l’ennesimo stralcio di vita che mi è permesso leggere.

Come sempre non faccio nomi, non lascio commenti, forse un “mi piace” a stento.

Perché?
Non lo so.
Sapete com’è no?

Lasci un mi piace, lei ricambia, tu scrivi un commento, lei ricambia, tu le chiedi il nome, la conosci, vi conoscete, vi piacete, vi fidanzate, vi amate, vivete insieme, vi sposate, arrivano i figli, le preoccupazioni, i problemi economici, le bollette da pagare, i litigi, l’odio, la separazione, il divorzio…

Insomma, adesso non me la sento di divorziare.

Scherzo ovviamente, ma ormai il mio Facebook e inondato di questi link che si fanno ridere, ma è triste capire che alla fine tutti si lamentano quando semplicemente basterebbe fare solo quello che ci fa stare bene.

Periodo nero

E’ da tempo che non scrivo perché sinceramente ho avuto parecchi problemi di salute, ma ci tenevo a scrivere i miei pensieri dell’ultimo periodo.
Come sempre ho letto davvero tanti blog ma soprattutto ho visto la mia bacheca di Facebook essere invasa di stati tutti uguali di centinaia di ragazze che dicevano: “trovo solo casi umani”.

Sì, ultimamente va di moda questo lamentarsi degli uomini che evidentemente hanno problemi, così gravi pare, da essere definiti casi umani. Che dire? Un tempo gli uomini erano “tutti stronzi” oggi sono tutti da ricoverare.

Mi vedo seccato da queste parole perché essendo invalido, dato di fatto, mi ritrovo automaticamente nella categoria dei casi umani.
A dire il vero ci sorrido sopra senza pensarci molto, è però doveroso ricordare a certe “donne” che se si ritrovano sempre ragazzi problematici forse il vero problema sono loro che non trovano persone “sane” perché queste ambiscono a qualcosa di meglio di “infermiere fai da te”. Le relazioni basate sul “ti aiuto io” non portano mai niente di buono. Solo se si sta bene da soli si può star bene insieme, ma io che ne so, qui c’è gente che crede ancora alle favole.

Da dire poi, nel mio caso specifico, che quello che nella mia vita mi ha fatto più male è stato proprio trovare queste “donne” con la sindrome da crocerossina, convinte che basti “amare” per risolvere qualsiasi problema.

Ma lasciamo perdere.

La mia salute, peggiora.
Ho avuto problemi che mi hanno davvero distrutto.
E’ cominciato con piccole banalità, come non riuscire a dormire, per poi passare a mal di testa lancinanti che mi hanno davvero fatto cambiare umore di giorno in giorno.
Ovviamente si sono aggiunti ai miei mille problemi soliti che si sono aggravati e ecco il danno, fine anno con febbre alta, tosse e dolori di stomaco.

Ma non è stato questo a portarmi verso la delusione.
Tutti questi problemi mi hanno semplicemente portato ad essere meno “positivo” del solito, giorno dopo giorno, dolore dopo dolore, e alla fine mi sono arreso.

Sì, alla fine mi sono guardato un po’ intorno e ho visto davvero lo schifo che cerco sempre di ignorare.

Dall’amico che amico non è, che per l’ennesima volta mi ha fregato dei soldi prestatigli e che mai riavrò a quelle persone che si presentano come “amicizie dai sentimenti gemelli” che poi svaniscono per… bho? Perché io non assecondo nessuno, se stai male non ti compatisco e anzi, se posso ti aiuto ma se insisti con il volerti male, facendoti del male… che ti aspetti? Ovvio che io mi allontano, o meglio, evito proprio di farmi incastrare in una relazione/situazione che non porta a niente di buono.
Ma non sono sicuramente io quello che volta le spalle, questo comportamento da vigliacchi lo lascio agli altri. Io osservo e valuto e solo quando vengo ferito decido di sparire, non per capriccio.

Sono troppo grande/vecchio per le relazioni sentimentali.
Io non cerco più l’amore, ho trentasei anni e non mi serve una ragazzina complessata che vuole tirarmi nelle sue esperienze adolescenziali. Le ho già superate e no grazie, passo, non le rivoglio rivivere. E credetemi, per qualche arcano motivo io mi ritrovo sempre ventenni che vogliono entrare nella mia vita per… bho, ancora non l’ho capito il perché. So solo che ho “subito” per ben due volte gli anni della laurea, gli scleri, le insicurezze e tutte queste belle cose che si vivono nei fottuti vent’anni.

E sia chiaro che non cerco neanche una donna, mi sono reso conto che per me è davvero difficile dar conto a chi mi sta vicino, per me è complicato fare cose “normali” che sono necessarie nella vita di coppia e visto che per affrontare tali difficoltà deve valerne davvero la pena, preferisco evitare e amen.

Questo cosa vuol dire? A cosa porta questo?
Ad essere solo, allo stare da solo.
Certo c’è tanta amarezza, a volte mi sento davvero come un cane abbandonato ma se ripenso a cosa ho passato per stare con una persona… altro che caso umano, io non chiedo proprio niente a nessuno, solitamente sono gli altri che mi rompono le scatole.

Forse la vera carenza nella mia vita è l’amicizia, persone spensierate con le quali sentirsi e parlare del più e del meno senza un dovere morale che impone “un salvataggio”.

Io non sono nessuno, non sto bene e di certo non mi presento come salvatore e risolutore di ogni male. Ma cazzo l’amicizia è più rara dell’amore.

E perdonate questo sfogo.

 

Ho voglia di raccontarmi, in chiave diversa. Penso sempre al passato, non faccio altro che ripetermelo ormai e per questo, magari analizzandolo in modo diverso mi fa bene e permetterà a chi ne ha voglia, leggendomi, di conoscermi meglio.

La mia vita, senza scendere troppo nei particolari, cambiata da una persona.

Ciao, sono Uriel, come va oggi? Tutto bene?
Da piccolo praticavo Judo, poi raggiunta la giusta età sono passato al culturismo e anche se i primi anni proprio non riuscivo a perdere peso con il tempo ho ottenuto grandi risultati. Sono fidanzato da dieci anni, ho tante passioni come i fumetti, i films, i videogiochi e i computer. Frequento spesso vari negozi di informatica, mi piace montare e smontare PC cercando sempre di essere aggiornato sull’argomento. Ho qualche amico, non amo stare in mezzo a tanta gente ma alla fine risulto sempre essere il “Jolly” della situazione intrattenendo anche chi non conosco. I miei film preferiti sono tanti, amo Matrix! Seguo tanti anime, spendo qualcosa come sessanta euro ogni settimana in manga e fumetti vari! Lavoro con mio padre, un lavoro manuale che proprio non mi piace ma mi permette di comprarmi quello che voglio. Di amici fidati non ne ho, tante conoscenze ma per me basta che c’è lei, solo lei, e sto davvero bene, non mi serve altro. Guido, non amo guidare nella mia città, troppa gente cattiva, ma la notte è piacevole girovagare con la radio accesa e guardare le luci in lontananza. Dai non mi lamento, sto bene così!

Dopo la rottura con questa persona.

Ciao, sono Uriel.
Oggi è uguale a ieri e domani sarà uguale ad oggi. Sarà passato quanto? Mesi, anni? Ormai non la sento più, ho cambiato anche numero di cellulare. Certo che dopo dieci anni, essere lasciato così, senza ragioni… solo per un semplice “sei troppo geloso” proprio non ha senso. Cazzo sono dieci anni. Meritavo di più.
Ho preferito chiudere con tutti i miei amici, avevamo le amicizie in comune ovviamente e non voglio rischiare di sentire ancora “sai l’ho vista e…”, non voglio sentirne parlare, mi fa troppo male. E poi diciamocela tutta, se davvero sono “amici” mi cercheranno loro! Sono sempre a letto, chiuso nella mia stanza, al buio… e guardo film, serie tv, gioco. Ormai solo questo mi è rimasto. Sulla classifica italiana degli obiettivi della Xbox360 sono terzo e cinquantesimo al mondo, avere tempo libero per uin ragazzo è questo, mica come le ragazze che “rinascono” dopo una rottura. Ma come fanno.
Scrivo su un blog, dicono che scrivere aiuta a sfogarsi e certo non mi aspettavo un boom di visualizzazioni così alto. Scrivere mi aiuta, ho creato una mio personaggio e lo faccio vivere tramite i miei racconti, mi sono scoperto poeta, a volte delle rime mi vengono davvero bene. Forse questo personaggio è quello che vorrei essere io, non lo so, scrivere mie aiuta.
Passo il tempo guardando film, i miei film preferiti sono “Il fantasma dell’opera” e “Il Corvo”, sto iniziando a seguire tantissime serie TV, adoro il mondo di Star Trek, mi piace pensare ad un futuro così tecnologico. Le mie uniche amicizie sono virtuali, quelle che conosco tramite videogiochi e devo dire che non me ne lamento, mi aiutano a passare la giornata. Ragazze? Tramite blog ne conosco qualcuna, dicono che scrivo davvero bene, qualcuna mi ha chiamato “il poeta maledetto” e certo vincere quel premio con quelle quattro frasi messe in rima mi ha dato qualche soddisfazione. Ma davvero è questa la vita che mi aspetta? Una vita da recluso.
Quanto può durare tutto questo? Prima o poi devo uscirne.
In ogni caso, queste storie virtuali iniziano a logorarmi.

Anni, molti anni dopo.

Ciao! Sono Uriel.
Novità? Dai bisogna essere sempre ottimisti, qualcosa di buono prima o poi accade.
Quel periodo nero purtroppo mi è costato caro, molto caro. Sono diventato agorafobico, e non di quella agorafobia che leggo in giro buttata a caso senza caprine veramente la gravità. Parlo di una malattia invalidante che mi impediva letteralmente di uscire di casa, svenivo e al solo aprire le finestre di casa correvo al bagno vomitando anche l’anima. Ho dovuto fare psicoterapia, ho dovuto passare anni accompagnato da operatori sociali ma dai, non mi lamento, anche se ancora ho problemi il peggio è passato.
Alla fine ho dovuto chiudere quel blog, avrei potuto guadagnarci bei soldi sopra ma era solo uno strumento per sfogarmi e ne avevo davvero bisogno, quindi finché era utile ci stava bene tenerlo, poi quelle poche persone che conoscevo preferivano leggere i fatti miei che venirne a parlarne con me e si sono create troppe situazioni fastidiose, quindi amen, addio blog, addio poesie, addio “tristezza”.
E adesso? Si lo so, ho aperto un altro blog, ma credetemi è diverso. Ci scrivo raramente e difficilmente commento quello che leggo, preferisco davvero leggere e leggo tanto. Sfoglio tantissimi blog, leggo frasi e pensieri di persone che a mio avviso aprono una finestra sul loro mondo, e dal mio piccolo buco questo è davvero bello. Non avrò interazioni ma sogno quello che loro vogliono raccontare.
Mi sono capitate diverse disgrazie dopo quel periodo nero che mi hanno “costretto” a darmi una mossa, ad uscire e reagire. Devo ringraziare gli operatori sociali che mi hanno instradato ad una vita qualitativamente migliore. Non che poi sia cambiata così tanto questa vita, ma la chiave non è tanto quello che faccio quanto quello che penso. Ho capito che piangere e lamentarsi sempre non porta a nulla, bisogna affrontare il lutto del proprio dolore, come la morte di una parte di noi che non tornerà mai più e per questo ci vuole tempo. Si supera? Non lo so, dipende, ma non è questo che ci deve importare. Bisogna focalizzarsi su “adesso” e trovare qualcosa di bello sul momento, bisogna smettere di paragonare il presente al passato o peggio ancora di attendere un futuro migliore senza fare niente.
Crearsi qualcosa di diverso, di bello, una sorta di appuntamento che non sarà poi qualcosa di così eclatante ma che adesso ci fa stare meglio, anche se magari è una semplice passeggiata, un caffè con un amico, o semplicemente concederci un regalo (soldi permettendo) ci fa bene! Deve esserci nelle nostre giornate (o settimane eh, dipende) quell’appuntamento con la serenità che non deve mancare.
Il mio errore più grande? Cercare la mia felicità nelle mani di un’altra persona, nell’amore. Nella mia vita si ripeteva sempre una frase “senza di lei non riescoa  fare niente” e questa lei arrivava a cadenza annuale, ovviamente restavo puntualmente deluso da chi magari ce la metteva tutta ma non riusciva a tirarmi fuori dalla mia prigione. E il bello è che solo io avevo la chiave di quella prigione che mi ero creato.

L’amore non è la soluzione al nostro male, ai nostri problemi. Anzi, l’amore è la conseguenza al nostro stare bene.

In ogni caso, ma quanto ho scritto? Se hai letto fin qui sei davvero una persona paziente e io ti ringrazio. Spero che queste mie esperienze di vita ti abbiano tenuto compagnia. Sentiti libero/a di lasciare un commento o un mi piace se vuoi, fa sempre piacere leggere un parere esterno da qualcuno che mi ha donato il suo tempo. Dai la smetto di scrivere, perdonate probabili errori di battitura, di ignoranza, di qualsiasi cosa. Non ho tempo né voglia di correggere.

Un saluto da Uriel.

Chi sono?

Ultimamente ho sentito amici di vecchia data che al sentire della mia attuale vita sono rimasti meravigliati, ho sentito spesso dire “ma tu eri un mito!” e cose del tipo “Ma se eri sempre il migliore!” e ancora non ho capito come prendo queste parole.
Sono passati decine di anni ormai, ammetto di essere molto più spento e rassegnato e ormai vivo di ricordi, nel passato, però mi chiedo come mai sono cambiato così tanto. Cose che facevo prima, lo stile di vita che avevo, il mio modo di essere, adesso sembrano così diversi da me, non riuscirei mai a rifare tutto quello che ho fatto.
Cosa vuol dire questo? Sono migliorato o peggiorato? Forse neanche importa, ormai sono così.
Continuo con le mie passioni, continuo a lottare per stare bene e non sta andando tanto male. Mi è stato fatto notare che sono una persona molto sola, insisto col dire che preferisco pochi ma buoni anche se ammetto che questi pochi si possono contare sulle dita di una mano e per questo forse è vero, sono davvero pochi.
Fa niente, farò amicizia con altre persone.

Quindi che dire? Volete un nuovo amico? Eccomi! Sono io!

Scherzi a parte, come sempre, si va avanti.