La vita

La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.

Quindi… osate gente, osate.
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L’amicizia fastidiosa

Quante volte capita di veder spuntare fuori vecchie conoscenze, magari anche persone un tempo speciali, dopo molto tempo?
I social, che invenzione… Permettono a gente dimenticata di tornare dal vuoto ed eccole lì, ci lasciano senza parole e ognuno di noi avrà la sua bella reazione a tale sorpresa.

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La mia?
Se non sei più tra le mie amicizie ci sarà un motivo no? E pretendi di spuntar fuori come se nulla fosse? Per quanto mi riguarda poi, esordiscono con banalità incredibilmente futili.

“Ciao, mi ricordo che ne capivi di *** ho un problema, fammi sapere quando ci sei”

Ma…? Siamo seri?

Ah, si cerca di ignorare ma il solo legger riporta a galla ricordi che era meglio restassero nel limbo del cervello.

L’essere uguali

Cerco sempre di non partire prevenuto ma a volte quando ti capita qualcosa che ti ha segnato resti tutta la vita “in allerta” per non rivivere quel dolore.
Purtroppo ci sono persone davvero brave, sanno come mostrare le loro vere intenzioni solo alla fine, quando sei più vulnerabile. Alla fine non ti difendi più dalla sensazione o dalla situazione ma capisci che sono le persone a crearle e impari a inquadrare subito gli sconosciuti per evitare fregature, per evitare dolore, per evitare di star ancora male.

E mi vengono in mente queste parole:

Ab uno disce omnis.
(Da uno capisci come sono tutti, Virgilio, Eneide)

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Io sono la malattia

Leggevo su un blog di ragazze che hanno malattie a me poco conosciute, tra fobie varie e disturbi ancora più distruttivi mi son ritrovato una frase che mi ha colpito:

“Io sono la malattia”

Cosa che potrebbe dire chiunque alla fine non trovate? Tutti noi abbiamo piccoli e grandi problemi, dalla fobia banale a quella invalidate c’è ben poco di cui parlare perché ognuno la vive a modo suo.
Non è paragonabile la rottura di un unghia a una ad un braccio ma sono fortemente covinto che la soglia di dolore varia drasticamente da persona a persona e quindi sì, c’è chi resiste e trattiene la lacrima ad una frattura ossea e chi invece sviene dal dolore per la rottura di un unghia.
Tutto questo mi dispiace, leggo di patologie poco conosciute ma che hanno un seguito di tutto rispetto, così tante persone da creare vere e proprie comunità.
Rispetto l’aiuto tra chi condivide dolori simili ma spesso mi chiedo se sia davvero utile.
A volte, anzi, troppo spesso le persone si adagiano sulla propria malattia e vogliono star male per mettersi in mostra. Non giudico, non sta a me farlo e anzi vorrei aiutare chiunque ma devo ammettere i miei limiti, quelli di chi ha sofferto tanto e deve rispettare il proprio dolore, quello che ha passato e di come poi ne è uscito.
Non amo quelle persone che vogliono star male per attirare l’attenzione, ma non quella plateale dove infondo potrebbero anche trovare chi davvero può aiutarle. Parlo di quelle persone che stanno male “selettivamente” perché vogliono richiamare l’attenzione di persone specifiche senza pensare minimamente a come queste poi vivono tale situazione.
Il pensiero di voler stare male per piangersi addosso non lo reggo, mi spiace di questo, ne sono davvero mortificato… non ce la faccio. Risveglia in me un lato cattivo, un lato che dice: “Vuoi stare male? Bene, soffri e fatti del male basta che non mi dai fastidio”.

Credo sia questione di rispetto:

Stai male? Ok, faccio tutto quello che posso.
Vuoi stare male? Stai prendendo il mio tempo, le mie energie e soprattutto la mia vita e ti ci stai adagiando sopra senza curarti di quanto sia distruttivo.

No, così non va.

Poi c’è poco altro da dire, ognuno vive come vuole e io non mi curo degli altri.
Mi chiedo gli altri come vivono situazioni simili.

Posso solo consigliare a chi è vicino a persone simili, che sentono il bisogno di star male per essere aiutate, di non dar loro troppa corda.
Assecondare un comportamento simile lo alimenta e la colpa non è più del finto malato ma di chi ne alimenta la malattia.

Serve un aiuto professionale in questi casi, non amo gli psicologi e non voglio assolutamente consigliare farmaci perché so quanto sono devastanti ma di sicuro star li a raccogliere da terra chi ci sbatte consapevolemnte e volutamente cade semplicemente in un gioco ben organizzato al fine di sfruttare.

E poco conta il “no ma sto bene! Sul serio! Non preoccuparti!”
Fa parte del gioco, le vittime (quelle di alto livello!) sanno bene quando piangere e lagnarsi, non sprecherebbero mai il loro di tempo per piangersi addosso…

Giorni strani

Sono giorni che passano con un po’ di amarezza, le feste del periodo non mi hanno coinvolto come un tempo e le persone, quelle importanti almeno, ormai non ci sono più.
Pensavo che si cerca sempre la fantomatica felicità ma forse la verità è che per trovarla bisogna guardare indietro, nei ricordi, in quei momenti vissuti tra un sorriso e una carezza gioiendo di cose che neanche sospettavamo potessero renderci felici. Dunque è questa la felicità? Quel pensiero lontano di quando stavamo bene? Non lo so, ma sarebbe bello riviverlo.

E leggo ancora di voi, delle vostre vite e delle vostre emozioni.
A volte non ci sono parole per commentare un momento di vita raccontato su un blog, altre volte invece resto davvero sconcertato per quanto si possa soffrire per amore.

Auguro a tutti un felice giorno, una stupenda notte e una buona giornata.

Un passato pesante

Capita a tutti, prima o poi, di perdersi nei ricordi cercando di rivivere mentalmente quelle situazioni e quelle emozioni che fanno parte di noi, che ci hanno segnato, cambiato e marchiato.
A me capita spesso, soprattutto ultimamente.
Tra l’amore che ci ha tormentato, l’amicizia che ci ha deluso e quella situazione che davvero ci avrebbe cambiato la vita andata male siam sempre lì pensando a come saremmo ora se tutto fosse andato come volevamo noi. Certo, ci son ricordi “belli”, quelli che ti aiutano a definire il tuo carattere, quelli che ti fanno dire “sono così!” perché ne hai passate tante e hai capito cosa ti serve e come devi essere per stare bene.

Ma alla fine, come spesso sento dire… l’importante è stare bene con se stessi no? Eppure c’è tanta amarezza in quest’affermazione.

Viene da dire “io non voglio i ricordi, voglio te“.

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Si vive

Sto leggendo in giro per wordpress i pensieri e i racconti di tante persone, adoro i blog personali perché raccontano di vite intense e piene di emozioni e cerco sempre di immedesimarmi sperando di accrescere sempre più me stesso e la mia cultura.
Quanto amore su legge sui blog? Soprattutto a quest’ora, tarda che sia, pare porti ricordi e sensazioni a volte lontane, a volte neanche poi così tanto, ma sempre attimi vissuti pienamente e pieni di significato.
Sarebbe difficile lasciare un commento ad ogni persona che si racconta, son troppe, uso quindi il mio spazio per ringraziarvi di cuore e per dirvi che il mio mi piace è sentito, sarà anche solo un tasto ma ho usato il mio tempo per leggere di voi e non me ne pento.

Grazie e un saluto.

Rosa-libro